L’Hero Dubai Desert Classic si chiude con un segnale forte al circuito: Patrick Reed vince con autorità e si prende uno dei trofei più pesanti del DP World Tour, firmando il suo primo successo in carriera nelle Rolex Series. Un’affermazione che va oltre il prestigio del torneo e che rilancia il peso competitivo dello statunitense anche fuori dal contesto LIV Golf. Patrick Reed non ha lasciato spazio a interpretazioni nel weekend finale. Leadership solida, errori ridotti al minimo e pressione costante sugli inseguitori: così l’americano ha costruito il +4 finale sull’inglese Andy Sullivan, unico a reggere parzialmente il ritmo. Una vittoria “di controllo”, più che di strappi, che pesa parecchio anche in ottica Race to Dubai.
Alle spalle del duo di testa, terza piazza per il francese Julien Guerrier a -9, protagonista silenzioso ma costante. Subito dietro, a -8, un gruppo di grande qualità: Francesco Molinari, il danese Nicolai Højgaard e il sudafricano Jayden Schaper, che grazie a questo piazzamento consolida la leadership nell’ordine di merito. n settima posizione a -7 David Puig, uno degli undici giocatori legati alla LIV Golf al via del torneo, insieme a Ricardo Gouveia e Marcus Armitage. Molto al di sotto delle attese, invece, Rory McIlroy e Tyrrell Hatton: entrambi chiudono 33° a -2, lontani dalla zona che conta, con Hatton incapace di difendere il titolo.
Molinari, segnali chiari. Pavan solido, ma senza acuti
Il 4° posto di Molinari vale più di quanto dica la classifica. Il 43enne torinese aveva acceso il torneo con un 65 nel primo round, miglior score dell’intero evento, confermando che il livello tecnico è tornato quello dei giorni migliori. Il 72 finale, con qualche sbavatura di troppo, gli ha tolto il podio, ma la sensazione è che l’azzurro stia costruendo una stagione di grande solidità, soprattutto nei contesti ad alta pressione.
Chiude 14° Andrea Pavan, autore di una settimana ordinata ma non brillante. Il 75 dell’ultimo giro lo ha fatto scivolare indietro, ma il romano resta pienamente competitivo sul tour, in continuità con i segnali già mostrati nelle ultime stagioni. Settimana amara per gli altri italiani: Laporta, Celli, Paratore, Manassero e Migliozzi non superano il taglio. Ma il segnale forte arriva comunque da Dubai: Molinari c’è,












