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American Express 2026, dentro i numeri del dominio di Scheffler

Cristian Giordano by Cristian Giordano
26 Gennaio 2026
in Golf News
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Photo Credits X @PGA Tour

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Nel deserto di Palm Springs il messaggio è arrivato forte e chiaro: il The American Express 2026 non è più soltanto un torneo di inizio stagione, ma un tassello sempre più pesante nell’economia e nella gerarchia del PGA Tour. Il montepremi da 9,2 milioni di dollari lo conferma, così come il livello del field e la qualità del golf espresso lungo tutta la settimana. A fare la differenza, ancora una volta, è stato Scottie Scheffler.

Scheffler, controllo totale

Quattro colpi di margine, 27 sotto par e la sensazione – costante – di avere sempre la situazione sotto controllo. Scheffler non ha vinto forzando, ma gestendo: ritmo alto quando serviva, marce basse nei momenti chiave, zero aperture per gli inseguitori. Il successo vale la 20ª vittoria in carriera sul PGA Tour, un numero che racconta continuità prima ancora che talento. Per chi segue da vicino il circuito, non è tanto il distacco finale a colpire, quanto la facilità con cui il numero uno del mondo riesce ormai a “normalizzare” prestazioni che per altri restano eccezionali. Il conto finale dice 1.656.000 dollari per il vincitore: una cifra importante, ma perfettamente in linea con lo status dell’evento e con il peso specifico del giocatore che l’ha incassata.

Prize money: struttura solida, incentivo reale

La distribuzione del montepremi ha seguito lo standard del Tour, confermando una struttura che continua a premiare profondità e competitività:

  • 1° posto: $1.656.000
  • 2° posto: $1.002.800
  • 3° posto: $634.800
  • 4° posto: $450.800
  • oltre la top 50: assegni comunque rilevanti, spesso sopra i $20.000

Numeri che spiegano perché anche i tornei non “signature” restino centrali nella strategia stagionale dei giocatori, soprattutto in ottica FedEx Cup, status e programmazione a medio termine.

Un secondo posto che dice molto

Alle spalle di Scheffler, un gruppo eterogeneo ma significativo: Jason Day, Ryan Gerard, Matt McCarty e Andrew Putnam. Esperienza, solidità e nuove energie che convivono in un leaderboard che fotografa bene lo stato attuale del Tour. Ognuno porta a casa oltre 600.000 dollari, ma soprattutto punti, fiducia e posizionamento. In una stagione lunga, questo tipo di piazzamenti pesa quasi quanto una vittoria.

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