Le scarpe da golf senza tacchetti sono ormai una presenza fissa sui fairway di tutto il mondo. Comfort, praticità e design moderno hanno convinto milioni di golfisti a compiere il passaggio. Ma basta guardare ai principali tornei professionistici per accorgersi che la tendenza tra i professionisti è molto diversa.
I numeri che spiegano la scelta del Tour
Dall’esplosione del fenomeno spikeless, iniziato con Fred Couples al Masters 2010, il settore delle calzature da golf ha vissuto una profonda trasformazione. Oggi la maggior parte dei giocatori amatoriali utilizza modelli senza tacchetti, ma nei circuiti professionistici la situazione è quasi opposta.
I dati raccolti durante l’attuale stagione del PGA Tour evidenziano come tutti i vincitori abbiano utilizzato scarpe dotate di tacchetti sostituibili. Una tendenza confermata anche nei Major, dove la quasi totalità dei contendenti sceglie ancora la massima trazione disponibile.
La ragione è semplice: ai massimi livelli ogni dettaglio conta. Durante lo swing, i professionisti sviluppano velocità e forze che richiedono una connessione stabile con il terreno. Su percorsi impegnativi come Augusta National o nelle condizioni spesso difficili degli US Open, una maggiore aderenza può contribuire a migliorare equilibrio, controllo e consistenza del colpo.
Questo non significa che le scarpe spikeless siano inferiori per il golfista medio. Al contrario, rappresentano spesso la soluzione più pratica e confortevole. Tuttavia, quando la priorità assoluta diventa la performance, la maggior parte dei professionisti continua a puntare sui tacchetti, confermando una preferenza che resiste nonostante l’evoluzione del mercato.











