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La buca e la bandiera: storia della loro standardizzazione

Redazione by Redazione
7 Ottobre 2023
in Golf Lifestyle
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La buca e la bandiera: storia della loro standardizzazione
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La buca è il termine generico per indicare il tracciato dal tee al green. Un giro regolare è composto di 18 buche. Ma per buca si intende anche la buca circolare, con diametro di 10,8 cm e profonda almeno 10 cm, posta nel green e segnalata con una bandiera. L’attuale diametro della buca di 10,8 cm (4,25 pollici), è standard in ogni campo di golf al mondo. Quante volte vi è capitato di sbagliare un putt e aver desiderato che la dimensione della buca sul green fosse solo un po’ più grande? La “putting yips” o ansia da putt è comune sia ai giocatori meno esperti sia a grandi giocatori. Per il mitico Ben Hogan, per esempio, i putt erano una vera sofferenza.

Come sono cambiate le buche nel tempo

Per tanti anni non c’è stata una dimensione standardizzata della buca e la sua dimensione variava da link a link. Tra il 1700 e il 1800, fra i lavoratori che curavano il green, c’erano i “hole cutters”. Questi operai erano chiamati così poiché il loro servizio principale era quello di riempire vecchie buche sul green e farne delle nuove. Nel 1829, il Royal Musselburgh Golf Club in Scozia decise però di acquistare e far utilizzare nel loro campo un unico attrezzo per farne le buche, cioè il primo “hole-cutter” conosciuto. Esso consisteva in un tubo, probabilmente ricavato da una vecchia tubatura di scarico, progettato per tagliare buche di dimensioni e forma uniformi. Questo antico tagliafori esiste ancora ed è esposto nella loro club house. Ma questa rivoluzionaria standardizzazione delle buche da golf iniziata al campo di Musselburgh ha richiesto un po ‘di tempo per prenderne piede negli altri campi da golf. Nello Historical Dictionary of Golfing Terms viene citato un articolo di giornale del 1858 che fa riferimento a una buca di sei pollici indicando che, in quel momento, ci fossero ancora diversi diametri nelle buche dei links scozzesi e inglesi. Il diametro della buca di 4,25 pollici divenne lo standard universale soltanto in seguito all’emissione delle nuove regole del Royal & Ancient Golf Club di St. Andrews nel 1891. Nei giorni nostri, per noi è quasi inconcepibile pensare che il golf di alto livello possa essere mai giocato con buche più grandi, ma buche con diametri maggiori possono essere proposte a scopo ricreativo. Jack Nicklaus, per esempio, in alcuni eventi speciali, ha fatto tagliare buche da 8 pollici nel suo Muirfield Village Golf Club.

La bandiera, e i suoi tanti utilizzi

Un altro elemento caratteristico della buca è la bandiera. La prima menzione di una “flagstick” nelle regole del golf la scorgiamo nel codice R & A del 1875. Alcuni riferimenti alle bandiere però erano già apparsi nella stampa popolare alcuni anni prima. Nel 1857, per esempio, sul Fifeshire Journal, storico giornale di St. Andrews, troviamo un riferimento a una configurazione a due bandiere per green all’Old Course di St. Andrews. “Per evitare errori”, si legge nell’articolo, la buca in uscita è dotata di una bandiera bianca mentre invece quella di ritorno ne sfoggia una rossa. Nel Famous Golf Links, un libro pubblicato nel 1891, si parla di bandiere utilizzate per indicare non solo la posizione della buca, ma anche la direzione sui colpi ciechi. Attualmente, le bandiere non hanno altezze minime o massime ma l’USGA raccomanda che ne abbiano un’altezza di almeno un metro e mezzo. Sul PGA Tour, le specifiche del torneo richiedono bandiere con aste alte otto piedi (2,438 m). Più alta è la bandiera, più facile è la percezione della profondità. Nei decenni passati, nelle sedi particolarmente ventose dell’Open Championship, l’R & A ha usato aste leggermente più corte di circa 5 piedi e mezzo (1,67 m). Le prime bandiere avevano maggiori probabilità di inclinarsi o addirittura rovesciarsi in caso di forti venti ma questo è cambiato con l’avvento della ghiera. La ghiera è l’estremità dentellata alla base dell’asta, che si inserisce saldamente in un foro scanalato all’interno del supporto della buca. Questo tipo di ancoraggio è diventato uno standard del settore intorno alla fine del 1990. Non c’è nulla nelle regole che indichi che una flagstick debba avere una bandiera in cima né restrizioni specifiche su quanto possa essere grande la bandiera, anche se le regole affermano che dovrebbe essere di dimensioni “ragionevoli”. Nelle bandiere attuali, viene usato spesso il colore giallo perché è visibile al contrasto con il verde del campo e degli alberi. Nella maggior parte dei casi, la bandiera è imbullonata alla parte superiore dell’asta. Agli eventi del PGA Tour, non è raro che i caddy i cui giocatori sono in lizza portino pinze durante il round finale, e rimuovano la bandiera come souvenir se il loro giocatore vince. La maggior parte delle bandiere sono realizzate in nylon o cotone e restano in condizioni accettabili per almeno un’intera stagione, ma la loro longevità dipende molto dal tempo. Nei club di fascia alta, vengono scambiate più volte all’anno. Vederle sventolare non è solo bello, ma permette di calcolare le distanze e “percepire” il vento. Questa settimana, mentre si svolge l’Alfred Dunhill Links Championship, e seguiamo la sfida di ogni putt con un favorito Matt Fitzpatrick, in mezzo al paesaggio del The Old Course St Andrews, il campo ci regala la vista delle buche con le loro bandiere. Vedendole sventolare al vento, non daremo più per scontata la loro presenza.

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