Ci sono campi che finiscono per diventare qualcosa di più di un semplice scenario. Medinah è uno di questi. Quattordici anni dopo la rimonta europea nella Ryder Cup 2012, il percorso dell’Illinois ha ospitato un altro ribaltamento memorabile. Questa volta, però, dalla parte degli Stati Uniti.
La squadra di Brandt Snedeker si presentava ai dodici singoli della Presidents Cup 2026 sotto 10,5-7,5. La Squadra Internazionale aveva il trofeo nel mirino, ma in poche ore l’intera settimana ha cambiato direzione. Nove vittorie americane e un pareggio hanno trasformato una situazione estremamente complicata nell’undicesimo successo consecutivo degli USA nella Presidents Cup.
Una domenica costruita sugli abbinamenti
Snedeker conosce bene il peso emotivo di Medinah. Nel 2012 era uno dei giocatori della squadra americana che dilapidò il 10-6 contro l’Europa nell’ultima giornata di Ryder Cup. Questa volta il capitano statunitense si è trovato dall’altra parte della storia e gli abbinamenti dei singoli hanno prodotto esattamente la partenza di cui gli USA avevano bisogno.
Cameron Young ha battuto Ryo Hisatsune 3&2 e ha immediatamente aumentato la pressione sugli Internazionali. Justin Thomas ha costruito il proprio successo dominando cinque delle prime sei buche, mentre Scottie Scheffler ha chiuso la settimana con un bilancio di 3-1. Il vantaggio internazionale ha cominciato così a sgretolarsi.
La profondità americana fa la differenza
Tom Kim e Sungjae Im hanno provato a rallentare la rimonta vincendo rispettivamente contro Wyndham Clark e Sam Burns. Ma il problema per il capitano Geoff Ogilvy è arrivato nella parte centrale e finale del tabellone. Negli ultimi sette match gli Stati Uniti hanno prodotto sei vittorie e un pareggio.
Patrick Cantlay ha superato Adam Scott 2&1, mentre Chris Gotterup ha avuto la meglio su Christiaan Bezuidenhout soltanto alla 18. Ancora più significativa la settimana di Jackson Koivun: il rookie ventunenne ha battuto Si Woo Kim 2 up e concluso il debutto con un record di 2-0-1.
La domenica americana ha trovato un altro momento chiave nel match tra Collin Morikawa e Hideki Matsuyama. Il giapponese è rimasto avanti per buona parte dell’incontro, prima della reazione di Morikawa nelle buche decisive. Il successo alla 18 gli ha consegnato il match per 1 up.
Il putt di Bridgeman e il nuovo ricordo di Medinah
Alla fine il colpo simbolo è toccato a Jacob Bridgeman. Alla 18, con la pressione della Presidents Cup sulle spalle, l’americano ha trasformato il par necessario per battere Min Woo Lee 1 up. Quel putt ha consegnato matematicamente il trofeo agli Stati Uniti.
Xander Schauffele ha quindi aggiunto il successo per 2&1 contro Ryan Fox, completando una sessione che resterà inevitabilmente legata alla storia di questa competizione. Per gli Internazionali il rimpianto è enorme. Il 7-3 costruito venerdì nei foursome e il 10,5-7,5 mantenuto fino alla vigilia dei singoli avevano creato una delle migliori opportunità degli ultimi anni per interrompere il dominio statunitense.
Non è bastato. Medinah aggiunge così un altro capitolo alla propria storia. Nel 2012 Snedeker aveva osservato il vantaggio americano dissolversi dall’interno delle corde. Nel 2026, da capitano, ha vissuto lo stesso scenario dalla prospettiva opposta. Stesso campo, stessa pressione, protagonisti diversi. E una rimonta che questa volta gli Stati Uniti non dimenticheranno.
Meta description: Gli Stati Uniti ribaltano il 10,5-7,5 e conquistano la Presidents Cup 2026. A Medinah una domenica storica per la squadra di Snedeker.












