Il conto alla rovescia è finito: Oakmont Country Club si prepara a diventare nuovamente l’epicentro del golf mondiale. Da giovedì 12 a domenica 15 giugno 2025, andrà in scena la 125ª edizione dello U.S. Open, uno dei quattro Major che segnano il destino di ogni stagione. Con un field di 156 giocatori e un tracciato considerato tra i più severi al mondo, tutto fa pensare che questa sarà una delle edizioni più spettacolari – e imprevedibili – di sempre.
La sfida di Oakmont: un campo che non perdona
Niente colpi regalati. Nessun margine per l’errore. Oakmont è l’archetipo del golf duro e puro. Il par 70 da oltre 7.300 yard mette alla prova ogni singolo colpo, grazie a green scivolosi, rough profondi e bunker disegnati per punire. Il più celebre? Il Church Pew Bunker, una trappola sabbiosa con dodici creste erbose che attraversa le buche 3 e 4, autentico simbolo del club.
La storia di questo percorso è scritta a caratteri d’oro: da Ben Hogan a Jack Nicklaus, da Ernie Els a Johnny Miller, qui hanno trionfato i migliori. E dopo le edizioni passate nel 1927, 1935, 1953, 1962, 1973, 1983, 1994, 2007 e 2016, Oakmont si prepara ad aggiungere un nuovo nome al proprio albo d’oro.
Il percorso verso l’élite: oltre 10.200 richieste per 156 posti
La strada per Oakmont è stata lunga e selettiva. Quest’anno, la USGA ha ricevuto oltre 10.200 richieste di iscrizione, il numero più alto di sempre. Dopo 110 qualificazioni locali e 13 finali internazionali (in Canada, Inghilterra e Giappone), il tabellone è finalmente completo.
Nel field ci sono i migliori del mondo: il campione in carica Bryson DeChambeau, l’attuale n.1 del ranking Scottie Scheffler e il sempre competitivo Rory McIlroy. Ma occhi puntati anche su Joaquín Niemann, primo giocatore del LIV Golf ammesso grazie alla sua posizione nella top 3 mondiale, e su Ludvig Åberg, giovane talento svedese pronto a stupire.
Le ragioni per cui l’edizione 2025 sarà memorabile
L’U.S. Open è da sempre sinonimo di eccellenza e durezza. Ma il 2025 ha un sapore ancora più speciale, per almeno quattro motivi:
- Un tracciato-monstre: Oakmont è progettato per mettere in crisi anche i migliori.
- Un montepremi da record: attesi oltre 21,5 milioni di dollari, con cifre da capogiro anche per i piazzamenti.
- Un field stellare: con i top player e nuovi protagonisti da ogni parte del mondo.
- Un clima teso: tra ritorni, esordi e nuove alleanze, il torneo è anche simbolo di una ritrovata unità del golf internazionale.












